Appenzello Interno


Con i suoi 15 500 abitanti circa, Appenzello Interno è il Cantone meno popoloso della Svizzera. Vista la sua posizione appartata, lontana dai grandi assi di traffico – ancora oggi non è collegato né alla rete delle strade nazionali né a quella ferroviaria a scartamento normale –, nell’Ottocento Appenzello Interno venne «risparmiato» dall’industrializzazione e iniziò a concentrarsi sul turismo, settore che da allora riveste un ruolo di primaria importanza. Ciò nonostante, Appenzello Interno è tutt’oggi considerato come un Cantone essenzialmente contadino, basato sull’economia lattiera. Ancora nel 1970, il 32,6 per cento della sua popolazione attiva lavorava nell’agricoltura o nella selvicoltura. Nel frattempo questo valore si è dimezzato scendendo a quota 16 per cento, ma la componente contadina rimane ancora molto presente, soprattutto nella cultura popolare. A ciò si aggiunge la tradizione cattolica che ad oggi permea profondamente la vita culturale di Appenzello Interno.

Tradizioni viventi saldamente radicate nella vita quotidiana

I due fattori menzionati hanno contribuito a creare un paesaggio culturale caratterizzato da un ampio ventaglio di usanze cattolico-contadine tuttora saldamente radicate nella locale vita sociale, economica e politica, estremamente dinamiche e dalla forte valenza identitaria. Già all’inizio del Novecento, l’industria del turismo e alimentare si è ampiamente servita delle tradizioni viventi di Appenzello Interno a fini di marketing, contribuendo ad accrescere la loro notorietà in Svizzera e all’estero e convincendo i loro sostenitori a proseguire sul cammino intrapreso.

Il sostegno e, di conseguenza, la promozione del patrimonio culturale immateriale di Appenzello Interno possono contare sull’impegno di diverse associazioni culturali, che, a tale scopo, svolgono un ruolo fondamentale. Lo Stato, da parte sua, si limita a documentare, archiviare, inventariare, trasmettere e preservare tale patrimonio. Queste attività sono rette dalla legge cantonale del 25 aprile 1999 sulla cultura e dalla legge cantonale del 25 aprile 1971 per l’istituzione di una fondazione pro Appenzello Interno e sono svolte dal «Museum Appenzell», dal «Landesarchiv Appenzell Innerrhoden» e dal «Zentrum für Appenzellische Volksmusik» ubicato nella «Roothuus» di Gonten.

Non tutte le tradizioni viventi di Appenzello Interno sono state inserite nella lista dell'UFC: molte di quelle escluse rivestono comunque una grande importanza per la popolazione del Cantone. Tra queste figurano le «Alpstobete», il ricamo in bianco appenzellese, l’artigianato alpigiano, i «Botzerössli», l’«Heiliggrab» e la «Klosterapotheke».

Referenze