Soletta


La particolarità del Cantone di Soletta, che nel 2017 conta 109 Comuni, risiede nella sua varietà topografica: le colline del Giura e l'Altipiano sono gli elementi paesaggistici caratteristici del territorio. Le maggiori città sono Olten (18 267 abitanti), il capoluogo Soletta (16 795 abitanti) e Grenchen (17 089 abitanti). Suddiviso in dieci distretti, il Cantone di Soletta, come del resto altri Cantoni svizzeri, è caratterizzato dalla compresenza di agglomerati e di località rurali. Ad eccezione del distretto di Bucheggberg, protestante e confinante con il vicino Cantone di Berna, il Cantone di Soletta è per tradizione cattolico.

Promozione della cultura e salvaguardia del patrimonio culturale

Il territorio cantonale può essere suddiviso in quattro regioni: la parte superiore con il capoluogo Soletta, la parte inferiore con la Città di Olten, la regione di Thal-Gäu situata al centro e lo Schwarzbubenland con i distretti di Thierstein e Dorneck a nord. Sommariamente, le tradizioni viventi del Cantone di Soletta sono classificabili in tradizioni di stampo religioso e tradizioni di stampo rurale, simili a quelle che si possono trovare altrove. A queste si aggiungono le tradizioni più spiccatamente storiche praticate a Olten e in particolare a Soletta. Nel Novecento si è andata affermando una serie di usanze importanti che poco o nulla hanno a che vedere con le «tradizioni» nel senso classico del termine. Si tratta per esempio delle Giornate cinematografiche e delle Giornate letterarie di Soletta, dei ritrovi organizzati dal circolo motociclistico Hauenstein di Trimbach, nei pressi di Olten, e del torneo internazionale di calcio Uhrencup di Grenchen.

Nella seconda metà del Novecento, il Cantone di Soletta ha integrato, definendole un compito dello Stato, la promozione della cultura e la salvaguardia del patrimonio culturale nella legge sulla promozione della cultura del 1967. Da allora, conformemente all'articolo 2 lettera h della legge, il sostegno delle attività di conservazione degli usi e costumi tradizionali nelle città e nelle zone rurali è esplicitamente un compito pubblico. La salvaguardia della diversità culturale è quindi considerato un obiettivo strategico del Cantone di Soletta.

La volontà di focalizzare la politica culturale su quest'obiettivo si è concretizzata per esempio nello svolgimento, in stretta collaborazione con il Cantone di Argovia e la popolazione solettese e argoviese, del progetto bicantonale Immaterielles Kulturerbe Aargau-Solothurn. Liste der lebendigen Traditionen negli anni 2010-2011. I risultati sono sfociati in una lista bicantonale delle tradizioni viventi che serve da base informativa per tutte le parti interessate, sia pubbliche che private. La rilevazione delle tradizioni viventi dei due Cantoni è inoltre stata documentata nel 2013 nella pubblicazione del volume Säen, dröhnen, feiern. Lebendige Traditionen heute. Nel libro curato dalla ricercatrice Karin Janz e illustrato con fotografie di Philipp Künzli (Wangen b. Olten) e Oliver Lang (Lenzburg) sono presentate diverse tradizioni selezionate praticate sul territorio di entrambi i Cantoni. Il progetto e la pubblicazione concorrono a rafforzare nella popolazione la consapevolezza delle sue tradizioni. Per la politica culturale dei due Cantoni il tema del patrimonio culturale immateriale è e resterà importante anche a lungo termine.

Esempi di tradizioni viventi cantonali

Fra le tradizioni viventi di stampo religioso si annoverano per esempio i pellegrinaggi a Mariastein, Wolfwil, Meltingen e Oberdorf, il Palmbinden (l'usanza di confezionare a mano la palma da portare con sé e fare benedire alla messa della Domenica delle palme).

Fra le tradizioni di stampo rurale praticate in alcuni Comuni rientrano le scorribande compiute dagli Stäcklibuebe (i coscritti) nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio (per questo chiamati anche Maibuben), i preparativi del falò di carnevale, così come il Banntag (la «giornata dei confini», un'usanza che in passato associava la benedizione dei campi al controllo dei confini), e l'Eierläset (il gioco in cui si raccolgono con un cesto le uova lanciate), tradizione postpasquale praticata anche nei Cantoni limitrofi di Argovia e Basilea Campagna. Inoltre, anche in campagna è tuttora viva l'antica usanza delle Chilbi (giostre, oggi diremmo piuttosto luna park), allestite in occasione di diverse festività, come ad esempio la Krebschilbi di Kriegstetten (una tradizione che risale a oltre cinque secoli fa e che in origine era una festa di ringraziamento per il raccolto) e la Schnottwiler Chilbi risalente al 1775.

Le tradizioni più spiccatamente storiche coltivate nelle città comprendono per esempio la Solothurner Vorstädterchilbi (un'usanza che si ricollega alla battaglia di Dornach del 22 luglio 1499, ancora oggi commemorata ogni anno dalla cittadina solettese), gli usi e costumi delle numerose confraternite e, dal 1538, il conferimento del cosiddetto Roth'sches Ehrenkleid al discendente più anziano del ramo solettese della famiglia di Hans Roth, l'eroe che nel 1382 riuscì a sventare l'attacco del conte Rodolfo II di Neu-Kyburg alla Città di Soletta allarmandone per tempo le autorità. A Olten dal 1816 si tiene ogni due anni la Schulfest, evento sportivo-musicale giovanile molto importante. Sempre in questa città, la St. Sebastians-Feier, una festa istituita nel 1811 dopo la rifondazione della locale società di tiro, richiama ogni anno spettatori da tutta la Svizzera. Fra le tradizioni storiche viventi vi sono infine i carnevali: quello di Olten, menzionato per la prima volta nel 1563, e quello di Soletta, risalente addirittura agli inizi del Trecento e organizzato allora in forma di giochi carnascialeschi.

Fra le usanze eccellenti affermatesi più di recente e che poco hanno a che vedere con le «tradizioni» in senso stretto spiccano, oltre a quelle già menzionate in apertura, anche le Giornate cabarettistiche di Olten e il raduno di automobili americane American Live a Oensingen, che attira ogni anno fino a 25 000 visitatori.

Fanno parte del patrimonio culturale immateriale anche le usanze praticate per mantenere vivo il sapere sull'artigianato tradizionale e sulla vita in armonia con la natura. Esempi di queste usanze sono la produzione di acquavite e la viticoltura nello Schwarzbubenland e le attività divinatorie dei cosiddetti Hubelmeteorologen di Lohn-Ammannsegg che, «interrogando» le api, esaminando il pelo degli animali e studiando la situazione meteorologica del passato, riescono a fare previsioni del tempo.

Maggiori informazioni

Il patrimonio culturale immateriale nei Cantoni di Argovia e Soletta, catalogato in un elenco di circa 1000 tradizioni viventi proposte dai rispettivi portatori, dalla popolazione e dai Comuni, è accessibile on line sul sito www.immaterielleskulturerbe-ag-so.ch. Inoltre, sui siti dei Comuni, di solito nelle rubriche dedicate alla cultura o alle usanze, sono elencate alcune tradizioni comunali mantenutesi vive fino a oggi.

Le segnalazioni dei Cantoni di Argovia e Soletta nella Lista svizzera delle tradizioni viventi sono state selezionate nel 2012 da Karin Janz, Hans Joerg Zumsteg e André Schluchter in collaborazione con un comitato di quattro membri della Società Svizzera per le Tradizioni Popolari. I dossier del 2012 sono stati redatti da Karin Janz e Kira von Rickenbach. L'aggiornamento della lista e le rispettive descrizioni delle tradizioni nei dossier sono stati curati nel 2018 da Karin Janz e dall'agenzia Schürch & Koellreuter di Basilea.

La pubblicazione menzionata Säen, dröhnen, feiern. Lebendige Traditionen heute di Karin Janz è apparsa nel 2013 per i tipi della casa editrice hier+jetzt di Baden (ISBN 978-3-03919-298-4).

Referenze