Selleria alpigiana


Categoria:
Artigianato tradizionale
Cantone:

Descrizione

La selleria alpigiana comprende le attività degli artigiani che decorano con guarnizioni in ottone e ricami variopinti gli oggetti e i prodotti in cuoio destinati a contadini, alpigiani e ai loro animali da reddito. Con precisione e impegno realizzano cinghie per tori, mucche e capre, oltre a singoli elementi per i costumi tradizionali degli alpigiani. Gli artigiani sellai utilizzano i motivi, le figure e gli ornamenti tradizionali con riferimento alla vita sull’alpe. Attraverso i disegni e le tecniche di cesello è possibile riconoscere la «firma» di ciascun sellaio. La selleria alpigiana fa parte dell’artigianato tradizionale in Appenzello e nel Toggenburgo: dal Settecento è un vero e proprio mestiere e con l’avvento del turismo a partire dalla metà del Novecento i maestri sellai hanno cominciato a produrre, oltre alla tradizionale oggettistica alpigiana, anche souvenir e accessori per l’abbigliamento. Questi prodotti, pur rifacendosi a quelli alpigiani, hanno trovato una nuova destinazione d’uso. Ne è un classico esempio la cintura appenzellese (raffigurante delle mucche), che riproduce gli ornamenti e le figure presenti sulle bretelle del costume tradizionale degli alpigiani e che è diventata un vero e proprio oggetto di culto. Questo artigianato dalle molteplici sfaccettature è fortemente legato ad altre tradizioni della regione; per garantirne la sopravvivenza sono tuttavia necessari continui sviluppi e innovazioni.

Gallerie di immagini

  • Attrezzi di Roger Dörig (Appenzello, 2017) © Margrit Gmünder
  • Figure in ottone segate da Thomas Rütsche e pronte per essere cesellate (Ebnat-Kappel, 2017) © Margrit Gmünder
  • Sonja Mock intenta a impunturare una cinghia per sonaglio (Waldstatt, 2017) © Margrit Gmünder
  • Prodotti sagomati per cinture, campanacci e souvenir (Appenzello, 2017) © Margrit Gmünder
  • Trio di campanacci «I.A.K., 1947» di Johann Baptist Fässler (1893–1969) [Appenzello] © Museum Appenzell
  • Bretelle rifinite con figure di animali da reddito, di Adalbert Fässler (Appenzello, attorno al 1970) © Museum Appenzell
  • Il sellaio Hampi Fässler nel suo laboratorio (Appenzello, attorno al 1970) © Emil Grubenmann sen./Museum Appenzell
  • Collare per cane (Appenzello, attorno al 1960) © Emil Grubenmann sen./Museum Appenzell
  • Borsa per tabacco di Adalbert Fässler (Appenzello, 2015) © Museum Appenzell
  • Fibbie per scarpe di Johannes Weishaupt (1869–1939) [Appenzello, attorno al 1910] © Museum Appenzell
  • Classica cintura appenzellese (Appenzello, 2017) © Roger Dörig
  • Portacenere con ricamo tradizionale di Hans Fuchs (1915–2001) [Appenzello, fine del Novecento] © Museum Appenzell

Referenze e dossier

Pubblicazioni
  • Bruno Bischofberger: Die Sennensattlerei. In: Volkskunst aus Appenzell und dem Toggenburg: Sammlung Bruno Bischofberger. Zürich, 1973, p. 200-288

  • Appenzeller Volkskunst, Sammlung Bruno Bischofberger. Zürich, 1977, p. 71-82, 110

  • Johann Gottfried Ebel: Schilderung des Gebirgsvolkes vom Kanton Appenzell, erster Teil der Schilderung der Gebirgsvölker der Schweiz, Leipzig, 1789. In: Carl Rusch: Der appenzell-innerrhodische Trachtenschmuck. Appenzell, 1974

  • Franziska Schürch: Landschaft, Senn und Kuh. Die Entdeckung der Appenzeller Volkskunst. Basel, 2008

  • Carl Rusch: Der appenzell-innerrhodische Trachtenschmuck. Appenzell, 1974

Dossier
  • Sennensattlerei

    Ausführliche Beschreibung Valido da: 29.05.2018
    Grandezza: 314 kb
    Tipo: PDF